Home Attività socio culturali 08-03-2019: Un pensiero per l'8 marzo

08-03-2019: Un pensiero per l'8 marzo

08-03-2019: UN PENSIERO PER L'8 MARZO


Ho fatto un gioco

Ho fatto un gioco.  Come quando ci si vuole distrarre un po’ e magari alleggerire i soliti pensieri.

Volevo seguire una direzione diversa dalla ritualità dell’8 marzo per parlare di noi donne.

E così ho iniziato la mia caccia al tesoro.

Ho cercato le parole più usate nella rete. Volevo seguire una traccia per arrivare a qualcosa di diverso.

Insomma, volevo sfuggire alla solita retorica e, invece, ci sono cascata dentro.

Dal cilindro della rete, la mia ricerca tira fuori soprattutto gli hate words, parole d’odio.

Le più usate: frocio, puttana, vacca, troia, zoccola, ritardato.

Vado avanti.

Cerco la definizione di parole che nell’uso comune cambiano significato se attribuite a generi diversi.

Eccone alcune, riportate fedelmente come apparse sul mio computer:

Un uomo molto disponibile: una persona gentile. Una donna molto

disponibile: una mignotta.

Un uomo allegro: una persona di buonumore. Una donna allegra: una mignotta.

Un uomo di strada: un uomo duro, temprato dalla vita. Una donna di

strada: una mignotta.

Sono, di nuovo, punto e a capo. La mia ricerca mi porta alla solita doppia morale, alle solite parole sessiste. Insomma, alla solita retorica.

Cerco allora, sul vocabolario la parola retorica.

Leggo: “Nell'antichità greca e romana, e poi nel Medioevo, arte del parlare e dello scrivere secondo precise regole, al fine di istruire, persuadere, dilettare e commuovere …

Nell’uso moderno, con valore spregiativo, modo di scrivere enfatico e sostanzialmente vuoto, privo o povero di impegno intellettuale, civile e morale”.

Allora forse ho sbagliato nel cercare una strada diversa.

La retorica non è nella denuncia delle donne, nel nostro tentativo di rendere consapevole anche l’uso delle parole, nel nostro celebrare una festa che sempre di più, ogni anno, dobbiamo difendere.

La retorica è quella di chi oggi parla delle donne in modo vuoto, privo di impegno intellettuale, civile e morale.

Gianni Rodari scriveva: “Abbiamo parole per piangere, parole per tacere, parole per fare rumore.

Andiamo a cercare insieme le parole per parlare”.

 

Emanuela Bizi

 

 

vediamoci su facebook