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15-01-2019: Comunicato ripartizione FUS 2019

15-11-2019: COMUNICATO RIPARTIZIONE FUS 2019

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Ieri si è tenuta la riunione della Consulta dello spettacolo e ci sono stati comunicati l’importo complessivo del FUS 2019 e il relativo riparto (allegato).

Il Ministro Bonisoli ha affermato che intende accelerare l’ulteriore ripartizione per permettere alle imprese di avere gli acconti in tempo utile per una buona programmazione.

In tema di decreti attuativi della legge 175 ha sostenuto che la scelta è stato quella di non prorogarli direttamente e che tra le deleghe inviate alla Presidenza del Consiglio c’è anche questa, appena terminato l’iter e dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ci sarà un ulteriore anno di tempo per definirne i contenuti.

Per quanto riguarda la ripartizione del FUS ci sono attualmente tre proposte da parte delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. In particolare le prime due vorrebbero ottenere una percentuale del FUS e decidere a livello territoriale la ripartizione.

Il Ministro ritiene che il FUS, che genera finanziamenti in concorrenza con le Regioni (titolo V Costituzione) deve mantenere un perimetro nazionale, mentre si potrebbe coinvolgere maggiormente le regioni circa l’individuazione delle imprese da finanziare, ma al riguardo la discussione è ancora aperta.

Ritiene che l’attuale ripartizione del FUS non appare, ai soggetti interessati, sufficientemente trasparente (opacità) e che è necessario creare un sistema che dia maggiore certezza. Per individuare le nuove regole, che entreranno in vigore il prossimo triennio (2021/2023) sta lavorando la VII Commissione Senato.

Per quanto ci riguarda, pur apprezzando l’incremento che riguarda tutti i soggetti, continuiamo a considerare che il Fondo è ancora insufficiente e non risponde ai bisogni del comparto.

Crediamo che tutte le risorse debbano essere finalizzate al sostegno delle imprese, rilevando che, sulla finanziaria, il Parlamento ha deciso di trovare un finanziamento ad hoc per bande e cori, che si avvalgono di norme che permettono di non pagare i contributi e comunque di volontariato in gran parte.

Poiché il settore ha una condizione, che è quella del grande che mangia il piccolo e che il più piccolo per definizione è il lavoratore, abbiamo denunciato che su questo cadono tutte le problematiche e che troppe imprese pensano, non rispettando il CCNL, di sopravvivere, ma a scapito dei diritti dei lavoratori.

Abbiamo cominciato ad inviare lettere al Ministero per denunciare la mancata applicazione del CCNL, in particolare quello degli scritturati, ma abbiamo garantito al Ministro che potrebbero essere moltissime di più. Vogliamo portare alla luce del sole una situazione che non è più accettabile e che non si può risolvere trovando qualche deroga qui e là sul Contratto Nazionale. E’ necessario che il sistema operi in maggiore trasparenza.

Infine il Ministro ha affermato che stanno già scrivendo i decreti attuativi della legge 175, per anticiparsi sui tempi e che hanno già individuato una specifica norma per le assunzioni delle Fondazioni Lirico Sinfoniche (senza definirne i contenuti).

Si è impegnato a convocare diversi tavoli.

Ovviamente rimaniamo in attesa degli sviluppi, anche se devo manifestare grande preoccupazione per il lavoro che sta facendo il Ministero senza sentire la Parti Sociali.

 

SLC CGIL Nazionale

Il Segretario Nazionale

Area Produzione dei Contenuti Culturali


Emanuela Bizi

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