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10-01-2019: Circhi-No maltrattamento animali e sfruttamento lavoratori

10-01-2019: COMUNICATO STAMPA-CIRCHI: SLC CGIL, NO A MALTRATTAMENTO ANIMALI E SFRUTTAMENTO LAVORATORI. ENTE CIRCHI SOTTOSCRIVA CCNL

"Il dibattito sulla presenza degli animali negli spettacoli circensi è profondamente sbagliato e riduttivo: ovviamente anche questo settore si evolve, esiste un circo con gli animali e un circo contemporaneo che rinuncia ad essi, portando al centro l’uomo artista e creando, tramite una regia e una sceneggiatura, veri e propri spettacoli." Così commenta Emanuela Bizi, di Slc Cgil nazionale, in occasione della notizia dei controlli riguardante il Circo Orfei a Brescia.

"Crediamo che una tale discussione sia sbagliata, perché pensare di cancellare con un colpo di spugna il circo tradizionale non è ovviamente possibile, ma lo è altrettanto pensare che anche che questo circo debba rimanere cosi com’è e che gli animali non debbano essere adeguatamente tutelati. La stessa legge per lo spettacolo disciplina il graduale superamento degli animali nei circhi, anche se ad oggi, nonostante le dichiarazioni autorevoli, i decreti attuativi sono scaduti e non prorogati."

"Invece scarsa se non inesistente attenzione viene posta nei confronti dei lavoratori che operano nei circhi - prosegue la sindacalista. Apprendiamo che un’ispezione dei carabinieri forestali di Brescia al Circo Davide Orfei  ha rilevato non soltanto una cattiva condizione per gli animali, ma anche per i lavoratori in nero (così come sono emersi recentemente altri casi di disagio per gli animali). Ovviamente seguiranno tutti gli accertamenti e contestazioni del caso."

"Abbiamo diverse volte chiesto all’Ente Nazionale Circhi aderente all’AGIS di sottoscrivere un contratto nazionale per regolare le attività lavorative nel comparto, che gode, anche se in modo minore, di contributi del Fondo dello Spettacolo. Ma abbiamo sempre ottenuto risposte negative."

"L'Ente Circhi intende mantenere i lavoratori in una situazione grigia, dove le scorrettezze sono la regola? conclude Bizi. Solo questo può giustificare l’indisponibilità a sottoscrivere un contratto. Questi lavoratori devono ottenere condizioni dignitose e solo un Contratto nazionale che sappia guardare alle particolari condizioni di questo settore può far si che questo succeda."

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