Home Spettacolo dal vivo CCNL 24-05-2018: Il CCNL in pillole 4 - Lavoro intermittente

24-05-2018: Il CCNL in pillole 4 - Lavoro intermittente

Il CCNL in pillole 4 (leggere anche l’art. 3 del CCNL)

Lavoro intermittente (lavoro subordinato)

Questa modalità di lavoro è stato introdotta sperimentalmente e sarà oggetto di verifica nell’Osservatorio Nazionale.

E’ possibile solo nelle ipotesi in cui non sia possibile prefigurare, nemmeno per approssimazione, né per quantità né per collocazione temporale le prestazioni lavorative giornaliere.

Può essere stipulato solo a tempo determinato (non a tempo indeterminato quindi).

Se nel corso della scrittura (quindi dopo) si determinano  le condizioni, ad esempio se si raggiungono le 13 giornate nell’arco di 30 giorni (anche su produzioni diverse), il  lavoratore può chiedere per quel periodo che gli venga applicato il regolamento normativo e il trattamento economico più favorevole tra il tempo parziale (part time) o la scrittura mensilizzata (vedi CCNL in pillole 2 e 3).

I Teatri Nazionali potranno utilizzare l’intermittenza complessivamente fino ad un massimo di 240 giornate. I Teatri di Rilevante Interesse Culturale potranno utilizzare l’intermittenza fino ad un massimo di 380 giornate. Per gli altri soggetti (Centri di Produzione, Compagnie, ecc.) non ci sono limiti nelle giornate.

Il lavoratore assunto come intermittente matura ogni 6 giornate (anche non continuate) un ulteriore giornata di riposo.

Il lavoratore che venga nuovamente scritturato per la ripresa dello spettacolo avrà diritto ad un compenso non inferiore al compenso pattuito nel precedente contratto. Ha altresì facoltà di pattuire condizioni economiche di miglior favore.

Lo scritturato ha diritto di precedenza nelle scritture inerenti l’eventuale ripresa della stessa produzione e/o coproduzione.

In caso di attività fuori sede l’impresa o si impegna a proprie spese a pagare il ritorno alla residenza e viceversa, o è assicurato il trattamento di trasferta ( euro 107 di cui 57 per il pernottamento e 25+25 per i pasti).

I trasferimenti di durata superiore a 5 ore sono conteggiati come giornate di lavoro.

La legge che disciplina il contratto intermittente dispone che, nelle giornate in cui non è prevista la prestazione lavorativa, l’impresa, può (quindi non è obbligatorio) pagare un’indennità giornaliera di risposta alla chiamata (in questo caso il lavoratore deve rispondere alla chiamata. Quindi se l’impresa non paga questa indennità il lavoratore non è obbligato a rispondere alla chiamata). Il compenso previsto contrattualmente in questo caso è pari al 20% del compenso concordato (esempio: se concordo 100 euro per le giornate di prova/spettacolo, nelle giornate in cui rimango a disposizione, con l’obbligo di rispondere alla chiamata percepirò 20 euro giornalieri).

In caso di malattia il lavoratore deve informare il datore di lavoro sull’impossibilità di rispondere alla chiamata. In questo periodo non percepirà il 20% del compenso pattuito.

Il lavoratore può chiedere di sospendere per un periodo l’indennità di chiamata. Ovviamente in questo caso non ne percepirà il relativo compenso.

Il lavoratore può svolgere altra attività, in forma autonoma o subordinata, compatibilmente all’eventuale obbligo di risposta (con conseguente pagamento dell’indennità di chiamata pari al 20% del compenso pattuito). In questo caso deve fornire autocertificazione scritta al datore di lavoro.

Poiché nei periodi in cui viene corrisposta l’indennità di chiamata non sono coperti dai contributi è possibile riscattare, successivamente, detti periodo pagando i relativi contributi. In questo caso il datore di lavoro parteciperà al costo di riscatto per la metà dello stesso.

Il contratto deve specificare la durata, la tipologia delle prestazioni richieste, il luogo e le modalità dell’eventuale indennità di chiamata (la chiamata non può essere inferiore ad un giorno lavorativo aggiuntivo all’eventuale trasferimento, che resta a carico dell’impresa nelle modalità sopra descritte), le forme e le modalità con cui viene richiesta la prestazione lavorativa, i tempi e le modalità di pagamento della retribuzione (con cadenza settimanale o se si prevede più di 10 giorni nell’arco dei 30 il pagamento è mensile. L’eventuale indennità di disponibilità deve essere pagata entro i primi 5 giorni del mese successivo). Il contratto deve inoltre contenere le misure di sicurezza in relazione all’attività che si richiede in relazione all’attività prevista.

Il datore di lavoro deve informare il Comitato di Compagnia sull’esistenza di lavoratori intermittenti.

Se nel corso del contratto la giornata lavorativa cade in una delle seguenti festività il lavoratore ha diritto ad un ulteriore compenso (che si aggiunge a quello concordato) pari al minimo previsto dal CCNL (per gli attori al compenso concordato si aggiunge: dal 1° aprile 2018 euro 55,02. Dal 1° gennaio 2019 euro 56,59. Dal 1° gennaio 2020 euro 58,69).

Elenco Festività:

-        Il primo dell’anno

-        Il giorno dell’Epifania

-        Il giorno di Pasqua

-        Il giorno di lunedì dopo Pasqua

-        Il giorno 25 aprile

-        Il giorno 1° maggio

-        Il giorno 2 giugno

-        Il giorno dell’Assunzione

-        Il giorno di Ognissanti

-        Il giorno dell’Immacolata Concezione

-        Il giorno di Natale

-        Il giorno 26 dicembre.

Il compenso minimo del lavoratore intermittente è superiore del 40% rispetto a quanto concordato:

1° esempio attori a paga minima dal 1° aprile 2018 euro 95,51, dal 1° gennaio 2019 euro 98,24, dal 1° gennaio 2020 euro 101,89.

2° esempio attori con compenso concordato: 150 euro + 40 = 210 euro di fatto.

Pertanto il compenso non potrà essere inferiore al 140% del compenso minimo previsto dal CCNL.

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