Home Spettacolo dal vivo Comunicati 25-01-2017: I referendum della Cgil- Appalti nello spettacolo

25-01-2017: I referendum della Cgil- Appalti nello spettacolo

25-01-2017: I REFERENDUM DELLA CGIL - APPALTI NEL SETTORE DELLO SPETTACOLO

Gli appalti e le commesse, anche nello spettacolo, permettono a chi assegna il lavoro di eludere ogni responsabilità nei confronti del lavoratore.

Infatti, con l’abrogazione della legge 1369 del 1960, abbiamo perduto garanzie importanti come la responsabilità solidale che obbliga il datore di lavoro (o committente) a rispondere in solido con l’appaltatore (o ciascuno degli eventuali sub appaltatori) per i crediti retributivi maturati dal lavoratore (comprese le quote di trattamento di fine rapporto), i crediti contributivi e i premi assicurativi maturati nel periodo di esecuzione del contratto di appalto.

L’assenza della responsabilità determina molti svantaggi per il lavoratore:

  • rende possibile la deroga alla responsabilità solidale del committente da parte della contrattazione nazionale
  • costringe i lavoratori che vogliono agire in giudizio a chiamare in causa sia il proprio datore di lavoro (appaltatore) sia il committente (e i sub-committenti)
  • consente al committente di eccepire il “beneficio di preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore” (e di tutti eventuali subappaltatori): questo significa che il lavoratore, dopo aver vinto la causa e ottenuto una sentenza di condanna, deve prima tentare di recuperare il proprio credito nei confronti del datore di lavoro e dei subappaltatori, e solo dopo può agire verso il committente.

Tutto ciò ha reso difficile o, in alcuni casi, impossibile, nel settore dello spettacolo, ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate e il relativo versamento dei contributi, perché le aziende del settore che non pagano sono molte, a volte falliscono, spariscono: il committente, che incautamente ha assegnato il lavoro, sta tranquillo, mentre il lavoratore, che è nel pieno diritto, deve intraprendere un’azione legale onerosa e dall’esito incerto.

Con il referendum si chiede:

  • Il ripristino del principio di una responsabilità solidale inderogabile e piena da parte del committente
  • L’abrogazione di quella parte della norma relativa all’obbligo per il lavoratore di chiamare in causa anche il datore di lavoro e i subappaltatori e alla facoltà per il committente di eccepire il beneficio di preventiva escussione: una modifica che consentirebbe ai lavoratori di recuperare i propri crediti direttamente e velocemente dal committente, senza dover chiamare in causa tutta la “filiera” dell’appalto.
  • La difesa dei diritti dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo.
  • Di rendere il regime di responsabilità solidale omogeneo, applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro

 

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